REMO PONTI — L’artista che dialogava con le pietre

Remo Ponti : l’Artista che amava definirsi Artigiano

Incontrare Remo  nel sua “Atelier” in via Piazzo, o meglio conosciuta ora come “via delle Pietre” non è difficile.

Un atelier a cielo aperto , all’ombra di un decadente edificio, un supporto per una piccola tavola di legno e forse a volte   uno sgabello, un piccolo spiazzo .posizionato di fronte al muro di sostegno di un terreno boschivo formato  da più di mille pietre .l’ormai famoso “muro di Remo”, pietre scolpite ad una ad una dove Remo ha tracciato se stesso, i suoi pensieri, i suoi dialoghi con le pietre stesse

Nient’altro che questo.

Le sue opere nascono da questo continuo interagire  con l’elemento che ha tra le mani , sia esso pietra o legno o altro . un dialogo che parte dalla sua profonda sensibilità , amore e grande rispetto ed attenzione verso la  vita, intesa come espressione di qualcosa che è dentro di noi e ci fa grandi

Persona semplice, ma grande allo stesso momento, Remo è l’artista, lontano dal palcoscenico, dalle trame del business, vive la sua arte come un dono, un dono custodito e accresciuto nel tempo complice la sua capacità innata di percepire di ogni evento la parte nobile , pulita ed esaltante..

Remo si esprime attraverso strumenti semplici, qualche scalpello, un martelletto, uno sgabello, un muro di sassi.

La sensibilità che ha dentro passa da questi e trasferisce, attraverso un particolare linguaggio, incomprensibile per animi superficiali, la forza immensa di cui è capace, lascia sulla pietra segni indelebili, quasi un collegamento con mondi che non ci appartengono, ma che solo con animi sublimi come Remo, riescono a mantenere un dialogo perenne, come in un cammino da qui a dove non si sa e non ci è dato sapere.

Remo è l’artista del suo mondo interiore, le sue opere sono il suo linguaggio, la traduzione del suo essere semplice e profondo nello stesso momento, le pietre sono sue compagne e maestre e lui le asseconda senza ferirle

Una forte scossa emotiva ti invade quando lo ascolti, energia che nasce dal suo sguardo, dalle sue parole e ti conquista, la stessa che nasce dalle sue pietre.

Non sto a descrivere le sue opere, è impossibile darne una spiegazione tecnica o esauriente del contenuto.

È necessario vederle, sostare davanti ad esse e se fortunati sentirne il racconto dalla sua stessa voce .Ogni pietra è un viaggio, una testimonianza, un pensiero che va oltre la fredda logica del mondo  attuale.

La sua  è una storia che parte da lontano , da quando ragazzo aiutava il padre nei lavori  di sistemazione di pezzi di macchinari o altro, un lavoro di alta artigianalità applicata con estrema passione.

La sua arte nasce da qui ,non da scuole particolari o corsi di specializzazioni, nasce da una profonda passione e da una capacità innata di riuscire ad esprimere il mondo che lui vive con le sue mani, semplicemente un artista puro, un artigiano come ama definirsi, ed aggiungo un artigiano nobile, sincero nelle sue espressioni artistiche e non solo.  .

Ciò che ha realizzato è  una miniera di insegnamenti e fonte di ricerca per tutti coloro che hanno la fortuna di incontrarlo.

Si! perché le sue opere sono estremamente interessanti, e sono il frutto della sua personalità , del suo essere così come è, senza finzioni ne etichette, senza ambizioni.

Come ho detto descrivere i suoi lavori  è un’impresa che rischia di fallire, di non essere coerente con le sue intenzioni.

Hanno scritto su di lui testi, articoli di giornale, interviste  , poesie , l’hanno invitato a mostre collettive e no, ma Remo è sempre l’ARTIGIANO che ogni giorno saliva al suo muro e coccolava la sua creatura e la raccontava a tutti coloro , di qualsiasi estrazione sociale e culturale, che si fermavano e  si lasciavano invadere dall’energia propria di quel luogo.

Non sono poche le persone che salivano per incontrare Remo a quel muro, ci andavano personaggi della scienza, studiosi della psiche umana, artisti, scolaresche, religiosi, giornalisti, ci andavano grandi e piccoli   e tutti indistintamente ne rimanevano colpiti  e ci ritornavano.

Remo non è solo l’artista del muro, in Albino sono presenti alcune sue opere ;

: la roccia di fronte alle scuole medie di Albino, una copia del “mio Moroni” posizionata all’inizio della cittadina, e tanto altro realizzato e molto spesso regalato a privati.

Si ! regalato perché per Remo il valore stava nel contenuto nel messaggio dell’opera prima ancora che nel valore economico.

Non ho tracciato una descrizione da critico d’arte (non lo sono ) di Remo , ho tracciato di lui ciò che da quando l’ho conosciuto ammiro , apprezzo e ne faccio tesoro.

Non ho descritto un artista come è comune fare, ho parlato di un UOMO, che nel suo silenzio è in continuo dialogo con qualcosa che solo lui percepiva e imprimeva nelle sue opere.

Quando lo incontravo per le vie di Albino o  mi sedevo accanto  a lui,  su una panchina, godevo della sua presenza, dei sui pensieri e mi ritengo fortunato averlo incontrato nella mia vita.    

Federico Bianchi